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Lettera aperta al Simpaticone che scrive “tutti a casa!- W Brunetta” sulla bacheca della biblioteca…

Caro Simpaticone,

tu che ami lasciare i tuoi commenti sulla bacheca della Biblioteca, del tipo “tutti a casa, fate schifo, W Brunetta”, a fianco degli avvisi per le dolorose chiusure straordinarie, forse non hai le idee ben chiare.

Forse non sai che anche i dipendenti pubblici, per contratto esattamente come i dipendenti privati, hanno diritto a prendere ferie, permessi per problemi familiari, malattie. Forse non sai che se la biblioteca è costretta a chiudere quando la bibliotecaria si ammala (raramente a dir il vero) o va in ferie (sacrosante e maturate sulle giornate di lavoro), è proprio perché il tuo amico Brunetta ci ha negato il turn over e non abbiamo più sostituti.

Forse anche tu, nella tua limitata intelligenza, puoi comprendere che un servizio pubblico non può basarsi su una sola persona, perché qualora questa persona si spezzasse l’ossicino di una gamba o di un braccio, il servizio rimarrebbe chiuso per un mese, minimo. E, viste tutte le maledizioni che i dipendenti pubblici prendono dai simpaticoni come te, è molto facile che capitino loro delle disgrazie simili.

Forse tu, che vieni in biblioteca e prendi 10 libri gratis per un mese e 3 dvd gratis per una settimana, leggi i quotidiani -sempre gratis- prendi informazioni e porti via tutti i libri in regalo dalla cassetta del bookcrossing, non sai che i servizi gratuiti hanno un costo enorme. Un servizio pubblico gratuito è un servizio in perdita per definizione. Non avendo come scopo quello di produrre utili, è chiaro che diventa soltanto un costo. Costo di cui tu, che ci insulti animatamente, ti approfitti a piene mani, venendo anche ogni giorno a navigare in internet gratuitamente con i Mac della biblioteca.

Allora, Simpaticone caro, ti vorrei dire che non è bello sputare nel piatto in cui si mangia, e tu di tuoi stessi sputacchi ne stai ingoiando un bel po’! Vorrei dirti che ti auguro un futuro in cui tutti i servizi siano a pagamento. Una biblioteca privatizzata in cui la tessera annuale costi 150 euro e il prestito dei libri almeno 50 cent cadauno; dei servizi anagrafe in cui il rinnovo della carta d’identità (obbligatorio) costi almeno 200 euro ogni volta, e ti auguro che ti si faccia pagare anche l’aria che respiri.

Allora, forse, avrai la biblioteca sempre aperta, con sfavillanti signorine sorriso che ti servono leggiadre, libri nuovi in ogni dove, arredi eleganti e ogni comfort. Sarà tutto bello e attraente, anche perché allora lo scopo del servizio sarà quello di produrre utili, mica quello di far leggere più gente possibile gratuitamente! Sarai felice? Chi lo sa, almeno non avrai motivo di imbrattare le bacheche pubbliche col pennarello indelebile che porti sempre con te, da zelante quale sei!

A proposito, ti ricorderei che la bacheca pubblica non si merita di essere sporcata e scarabocchiata, solo perché pubblica e ti suggerirei di individuare un buco utile nel tuo corpo in cui infilare l’operoso indelebile, a nome di tutti i dipendenti pubblici.

Con i miei migliori saluti!

La Fannullona!

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Questa voce è stata pubblicata il 8 giugno 2012 alle 10:00. È archiviata in Attualità con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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