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Il teatro di Magda Szabò

l teatro di Magda Szabò

Szm3Quando Magda Szabò fu costretta ad abbandonare la sua vena poetica, tradusse il suo amore per l’epos nellla scrittura drammatica.

Le prime opere teatrali sono adattamenti di romanzi, suoi o di altri autori. Parliamo dei drammi tratti dai suoi romanzi: “Il morso del serpente” (Kígyómarás) e de “La macellazione del maiale (Disznótor), pubblicati nel 1960. Ma anche dell’adattamento teatrale de “Le tradizioni di Fanny” (A Fanni hagyományai, 1965) dall’omonimo romanzo dell’autore József Kármán.diznotor

Il miglior dramma tra quelli tratti da opere di narrativa è “Una storia d’altri tempi” (Régimódi történet, 1977), che pur non avendo il valore narrativo dell’omonimo romanzo, rimane un’opera teatrale di grande successo e d’effetto. Come già in parte ne La macellazione del maiale, anche in Una storia d’altri tempi, il tema che la scrittrice sviluppa è imperniato sull’infanzia negata di sua madre: Lenke Jablonczay. Un requiem per la sofferenza materna, causata dall’essere cresciuta dietro alla “porta della libertà chiusa”. Sofferenza che ha attraversato le generazioni, finendo per insinuarsi nella vita della scrittrice, sotto forma di aspirazioni non realizzate della madre e conseguenti frustrazioni. Una storia d’altri tempi è una saga familiare che si svolge in ambiente nobile e che si trasforma in un grande affresco dell’Ungheria a cavallo tra i secoli XIX e XX, con tutti i tipici personaggi dell’epoca: il piccolo nobile, il mercante, il borghese. In questo modo la saga familiare di origini autobiografiche diviene cronaca della società ungherese di fine secolo.

La prima opera teatrale che nasce come tale è il “Grida, città” (Kiálts, város!), del 1973, opera che attua una severa critica al puritanismo calvinista. Scritta per i Seicento anni di Debrecen, in essa la Szabò esprime tutto il suo amore per la città natale, anche usando un gergo che diventerà caratterstica del suo teatro: l’inserimento di espressioni dialettali e del linguaggio contemporaneo, infarcito di proverbi e parabole bibliche, in un contesto storico arcaico, che diviene sicura fonte di un godibile umorismo.kialts

La migliore commedia di Magda Szabò rimane “Quel giorno luminoso” (Az a szép, fényes nap), ambientato nel momento storico più opportuno a rappresentare i punti cardinali del popolo ungherese: si tratta dell’anno 994, epoca cui risale la fondazione dello Stato.  La storia si svolge in un’unica giornata di quest’anno, epoca della prima cristianizzazione, in un unico luogo, secondo le regole aristoteliche dell’unità.

Si avvicendano e si scontrano 3 protagonisti che rappresentano tre generazioni:

Giulio, IL NONNO, politico retrogrado, sostenitore della liena filo-bizantina che ha simpatia per gli ungheresi pagani che credono agli sciamani.

Géza, IL PADRE, è la figura centrale dell’opera, Re in carica, governa e detiene il potere. Ha come progetto la cristianizzazione, per garantire una pace nel paese; favorisce l’alleanza con i germanici, ma solo per prendere tempo, portare l’Ungheria a nuova forza e rivalersi delle precedenti sconfitte. Il suo piano fallirà a causa dei complotti del figlio Vajk (futuro Re Stefano).

Stefano, IL FUTURO RE, è un cattolico convinto e un politico realista.

I conflitti tra i tre protagonisti consentono alla scrittrice di tratteggiare il profilo dei diversi personaggi politici, e se la storia darà il premio al politico oggettivo Vajk, la simpatia dello spettatore va sicuramente al grande sognatore Géza.az szep

Come già detto, la chiave di successo di quest’opera è dovuta all’anacronismo storico-linguistico, ad effetto comico, anche per la sapiente modulazione dei vari registri che, non graduati nelle giuste proporzioni, avrebbero ottenuto un effetto sgradevole. La tecnica di scrittura di “Quel giorno luminoso” diventa cifra stilistica anche della trilogia dedicata al casato degli Árpád. bela

La prima opera della trilogia è “Il fanciullo di Merano” (A meráni fiú, 1979), che attraverso la vicenda storica dell’invasione dei Tartari del 1242, offre insegnamenti simbolici validi per l’intera storia ungherese. Il protagonista è Re Béla IV, “rovina del paese” in quanto irresponsabile, insicuro, debole e vacillante tra due alleati: Federico il Germanico e il Re Kotony cumano-barbaro. A causa della sua titubanza, Béla perde l’unica alleanza valida contro i Tartari: quella dei Cumani.

Seconda parte della trilogia è “La battaglia” (A csata), e narra la tragica sconfitta ungherese subita ad opera dei Tartari. L’Ungheria demolita dai Tartari è evidente metafora dell’esito delle politiche appena precedenti la Seconda Guerra Mondiale e al conseguente sfacelo del paese. Purtroppo si tratta di un’opera poco riuscita, l’anello debole della trilogia, che non vale più di un’illustrazione da libro di storia.

Solo la terza parte della trilogia, “Bela il Re” (Béla király), fa brillare nuovamente il talento della scrittrice. E’ la parte che narra la ricostruzione del Regno da parte di Re Béla IV, maturato e divenuto politico realista che mette in campo tutte le strategie per far riemergere il Regno d’Ungheria.belaIV

Questa panoramica sulle opere teatrali di Magda Szabò ci restituisce un aspetto importante della vita della scrittrice. In alcuni scritti autobiografici, la Szabò racconta di come da bambina si diverstisse a inventare e recitare drammi storici; di come talvolta mutasse gli eventi storici con la sua fantasia per inventare nuovi esiti per il “paese mutilato” che conobbe da bambina. La sua vena teatrale le valse anche il talento di sceneggiatrice cinematografica e televisiva. Alncune sue opere, come Abigail, Una storia d’altri tempi, Lolò il principe delle fate, divennero sceneggiati televisivi o film veri e propri.

Del suo talento drammaturgico, il critico Keresztury Dezső disse: <>

Magda Szabò, con la sua parabola storica drammatica inventò la tipologia del “dramma nazionale” che nel suo paese prima mancava.

Bibliografia:

Ézsiás Erzsébet: Szabó Magda.   = Salve scriptor! Tanulmányok, esszék Szabó Magdáról. Szerk.: Aczél Judit. Debrecen. 2002. Griffes Grafikai Stúdió.

Tündér Lala. Bp. 1965. Móra, 237 p. = Bp. 1998. Holnap, 237 p. = Bp. 2000. Holnap, 237 p. =  (Szegedi Katalin rajzaival.) Bp. 2007. Európa, 245 p.

Az a szép, fényes nap. Drámák. Bp. 1994. Magvető, 640 p. (Szabó Magda művei.

Fanni hagyományai. Pozsony. 1966. DILIZA, 71 p.

Disznótor. Bp. 1960. Szépirodalmi, 258 p.

Béla király. Bp. 1984. Magvető, 396 p.

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Questa voce è stata pubblicata il 18 gennaio 2013 alle 13:08. È archiviata in Libri, Storie con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

Un pensiero su “Il teatro di Magda Szabò

  1. Da scoprire.
    Grazie di avercene parlato.

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